domenica 1 febbraio 2026
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Carene delle barche a vela: differenze, pregi e come influenzano la navigazione

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Felci 65 - Una carena molto tesa, con rocker ridotto: la linea di fondo è quasi rettilinea tra prua e poppa
Felci 65 - Una carena molto tesa, con rocker ridotto: la linea di fondo è quasi rettilinea tra prua e poppa

Dalle carene tonde a quelle a spigolo, strette o larghe: come la forma dello scafo influenza prestazioni, assetto e comportamento in mare.

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Quando si parla di “carena” si tende a riassumere tutto con un giudizio rapido: veloce o lenta, morbida o nervosa. In realtà la forma dello scafo è un compromesso continuo tra resistenza idrodinamica, stabilità, capacità di carico, comfort sull’onda e facilità di conduzione. È per questo che, anche a parità di lunghezza, due barche possono offrire sensazioni molto diverse al timone e risultati opposti in bolina, in poppa o con mare formato.

Nella progettazione la carena non è un elemento isolato: lavora insieme a dislocamento, larghezza al galleggiamento, distribuzione dei volumi, rocker (la curvatura longitudinale delle linee), appendici e piano velico. Eppure, osservando le barche in banchina, alcune “famiglie” di forme restano riconoscibili e aiutano a leggere pregi e limiti di ogni scelta.

ne accelerazioni e una conduzione più piatta alle andature portanti Carene a spigolo e carene tonde: la differenza che si sente subito Una distinzione evidente è tra scafi a sezione tondeggiante (round bilge) e scafi con spigoli più netti, spesso definiti “a spigolo” o “a spigolo vivo” (hard chine). Nel primo caso lo scafo presenta superfici continue e raccordate; nel secondo compaiono chine e piani che interrompono la curvatura. La carena tonda, in generale, aiuta a contenere la resistenza d’attrito perché può ridurre la superficie bagnata a parità di volume. I benefici emergono soprattutto alle andature dove la barca non si appoggia su piani portanti. È una delle ragioni per cui molte barche da crociera classiche e diversi progetti d’altura hanno privilegiato forme raccordate, puntando su un passaggio sull’onda progressivo. Un esempio tipico è quello delle Hallberg-Rassy, dove la carena tonda e il rocker più marcato favoriscono un comportamento regolare anche con mare formato. HR 400 - Carena con sezioni raccordate e curvatura longitudinale più accentuata. Il disegno favorisce un passaggio sull’onda progressivo e un comportamento regolare con mare formato, puntando sulla conti

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